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14/07/06
Era il 2001 quando, a causa di una coltellata inferta da alcuni criminali, il midollo spinale di Matthew venne reciso in due. La diagnosi fu terribile: tetraplegia, dal collo in giù il ragazzo rimase paralizzato. Ma poi successe che un gruppo di ricercatori delle università di Brown e di Stanford, in collaborazione con l'industria Cybernetics, mise a punto un chip in titanio e lo inserì sotto il cranio di Matthew, in prossimità della corteccia motoria. Dopo quasi tre anni di sperimentazione i risultati pubblicati sulla rivista britannica 'Nature' sono stupefacenti: il chip 'Brain Gate', letteralmente 'porta del cervello', riesce a mandare gli impulsi elettrici prodotti dalle cellule nervose del cervello di Matthew ad un computer che li traduce in ordini trasmessi poi ad un braccio robotico. La volontà di prendere un oggetto viene quindi interpretata da un robot: in questo modo Matthew è riuscito a scrivere un e-mail, prendere una caramella e regolare il volume della televisione.
Le reazioni di entusiasmo nei confronti della notizia sono state numerose, ma gli scienziati sostengono che non si hanno ancora le condizioni per produrre chip su larga scala. Nonostante questo la breccia aperta dal 'Brain Gate' è riuscita a regalare grandi speranze a chi è condannato ad una vita di immobilità.

Tratto da 'la Repubblica del 13/07/06


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