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S.F.I.D.A.: 'Le istituzioni si accaniscono contro i disabili'
23/07/07
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera inviataci dal Sindacato Famiglie Italiane Diversa Abilità (S.F.I.D.A.).


AL MINISTRO DI GRAZIA GIUSTIZIA
AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE
AL MINISTRO SOLIDARIETA’ SOCIALE

Il Ministero della Pubblica Istruzione invece di tutelare e garantire i diritti degli studenti disabili ricorre alla Magistratura contro di loro.
I Giudici della Seconda Sezione del Tribunale di Messina, nel giro di tre giorni, hanno cambiato orientamento decidendo su ricorsi aventi lo stesso oggetto (RICONOSCIMENTO DELLE ORE DI SOSTEGNO A STUDENTI DISABILI) in maniera diametralmente opposta.
Durante l’anno scolastico 2006/2007, molte famiglie di ragazzi disabili sono state costrette a rivolgersi alla Magistratura per ottenere il riconoscimento del diritto allo studio per i propri figli (sentenze Tribunale di Roma, Bologna, Venezia, Ancona, Napoli, Campobasso, Brescia, Salerno, Cagliari, Reggio Calabria, Agrigento, L’Aquila, Siracusa, Messina …).
FRANCESCO, all’inizio dell’anno scolastico 2006/2007 ricorre alla Magistratura per avere le ore di sostegno adeguate; il Giudice accoglie il ricorso ex art. 700 e conferma le 18 ore richieste. Il Ministero della Pubblica Istruzione inoltra reclamo con procedimento iscritto al n. 10026/2007 R.G. e il Collegio della Seconda Sezione del Tribunale di Messina,con ordinanza dell’11 giugno 2007, rigetta il ricorso fatto dal Ministero e riconferma le 18 ore di sostegno;
CHIARA, ricorre alla Magistratura per avere le congrue ore di sostegno a scuola e, come Francesco, ottiene le 18 ore richieste. Il Ministero della Pubblica Istruzione inoltra reclamo con procedimento iscritto al n. 10002/2007 R.G ma, questa volta, il Collegio della Seconda Sezione del Tribunale di Messina, il 15 giugno 2007, emette un’ordinanza dove contrariamente a quella del 11/06/07, accetta il ricorso del Ministero ritenendo sussistente il difetto di giurisdizione e toglie le 18 ore. Fortunatamente l’anno scolastico è terminato e, a Chiara, non può essere più tolta l’insegnante di sostegno.
MARIA: la procedura per lei segue un iter più tortuoso. All’inizio dell’anno scolastico 2006/2007, ricorre alla Magistratura per avere assegnate le 18 ore di sostegno, ma il Giudice assegnatole, contrariamente a quello di Francesco e Chiara, non riconosce la giurisdizione, non accoglie il ricorso ex art. 700 e non le assegna le 18 ore richieste. Successivamente, su reclamo dei genitori, il Collegio della Seconda Sezione Civile di Messina, procedimento iscritto al n. 10158/2007 R.G, con ordinanza del 15 giugno 2007, ritenendo sussistente il difetto di giurisdizione, devolve la competenza al giudice Amministrativo e, Maria nonostante la richiesta delle 18 ore settimanali, per l’anno scolastico 2006/2007, ha usufruito solo di 9 ore.
Perché il Collegio, per lo stesso tipo di reclamo decide che per Francesco ha competenza di giurisdizione mentre per Chiara e Maria la competenza è del Giudice Amministrativo?
Gli altri giudici, nelle altre province d’Italia (Messina compresa), nell’emettere un giudizio hanno preso un abbaglio, hanno commesso un abuso di potere intromettendosi in un campo che non era di loro pertinenza o, più semplicemente, hanno garantito i diritti soggettivi di un individuo ritenendo deontologicamente corretto pronunciarsi?
Perché questo accanimento delle Istituzioni contro i disabili e le loro famiglie?
E’ civile uno Stato che costringe i genitori dei disabili a ricorrere alla magistratura per avere riconosciuto un loro diritto?
Se lo Stato ha deciso di risparmiare sui soggetti più deboli quale alternativa hanno le famiglie?
A chi dovranno rivolgersi per essere tutelate?
A tal proposito, sarebbe auspicabile che gli Organi competenti dessero direttive chiare e precise per consentire ai Giudici di espletare le loro mansioni serenamente e alle Famiglie di conoscere qual è l’Organo giudiziario preposto alla tutela dei Diritti dei loro figli.


Roma lì 19/07/2007
Il Segretario Nazionale
ing. Andrea Ricciardi


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