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Riduzione insegnanti di sostegno: lo Stato risparmia sui disabili
03/09/07
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal Sindacato Famiglie Italiane Diversa Abilità.


Al Presidente della Repubblica Italiana
E’ AMORALE TOGLIERE GLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO AGLI STUDENTI DISABILI PER FAR QUADRARE IL BILANCIO DELLO STATO.


Presidente,
ormai è di dominio pubblico che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha imposto al Ministero della Pubblica Istruzione la clausola di salvaguardia avendo questi superato il budget massimo di 626 milioni di euro. La risoluzione del problema è stata facile: risparmiare la spesa pubblica riducendo gli insegnanti di sostegno alla popolazione studentesca con disabilità .
Al Ministero asseriscono che il numero delle richieste di insegnanti di sostegno è superiore al bisogno reale. Forse non sanno che chi fa la richiesta è la scuola 'reale', costituita da una equipe di professionisti (medici, psicologi, insegnati, assistenti sociali), dipendenti pubblici, che a loro volta rappresentano le Istituzioni.
La riduzione del numero degli insegnanti di sostegno ai disabili, per motivi economici, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione, rivoluzione in modo negativo la cultura della solidarietà dello Stato italiano.
Se oggi si decide di risparmiare sugli insegnanti di sostegno per far quadrare i conti dello Stato, domani si deciderà di risparmiare sulle cure sanitarie e poi…, per 'non farli soffrire', si deciderà di...
E’ questo il valore della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, approvata lo scorso dicembre dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, firmata il 30 marzo 2007 anche dall’Italia, se i firmatari stessi di quella Convenzione hanno costretto il 10 agosto 2007, centinaia di genitori di studenti disabili a scendere in piazza a Messina, il 27 agosto a Salerno e in molte altre province d’Italia, per far valere il diritto allo studio dei propri figli?
Le famiglie dei disabili lottano quotidianamente contro la disabilità. Adesso devono lottare anche contro le Istituzioni. E’ etico tutto questo?
Ciò accade, purtroppo sotto la quasi totale indifferenza degli italiani che non vivono direttamente la disabilità. Su tale argomento non c’è dibattito politico. Perché?
In questo momento di crisi economica, i politici italiani hanno concordato che è giusto risparmiare sui disabili!
Nel 400 a.c. il greco Lisia ha scritto l’orazione 'Per l’invalido' per difendere i diritti di un disabile.
Nel terzo millennio, in Italia, chi difenderà i diritti dei disabili negati dalle Istituzioni?
SFIDA ci prova, ma la lotta è impari.


Roma, 01 settembre 2007
Il Segretario Nazionale


Ing. Andrea Ricciardi


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