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Lario Rete Holding: gestione pubblica dell’acqua o multiutility formigoniana?
05/11/07
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato inviatoci dal Circolo ambiente 'Ilaria Alpi' di Merone (Co).


In questi giorni ben 66 Consigli Comunali della provincia di Lecco (insieme ad altri 16 della provincia di Como), saranno chiamati a votare la costituzione della nuova società Lario Reti Holding s.p.a. (LRH), derivante dalla fusione delle società Acel, Ciab, Ecosystem e RioTorto.
Sono molte le perplessità e le domande legate all’operazione societaria:
- l’intera operazione è stata gestita dai Presidenti delle 4 società insieme all’Amministrazione Provinciale di Lecco, senza coinvolgere i Consigli Comunali ('titolari' delle società), se non chiamandoli solo ora a ratificare scelte calate dall’alto;
- per quale motivo si è scelto di coinvolgere i servizi di acqua e gas, quando la normativa interessa solo i servizi idrici?
- Per quale motivo non si è optato per la società 'in house', come invece è stato fatto per Silea?
- Per quale motivo l’Ausm di Calolziocorte è rimasta fuori dalla fusione?
- La forma della società di capitali (S.p.A.) rappresenta un rischio, poiché le società di diritto privato hanno per scopo la realizzazione di utili e non il perseguimento dell’interesse pubblico. Infatti nella relazione si legge chiaramente che l’obiettivo primario della società è quello di 'creare valore per gli Azionisti'(!).
- La scelta di prevedere la separazione tra gestione ed erogazione dei servizi idrici discende dal recepimento della legge regionale n. 18/2006, sulla quale è previsto a breve il pronunciamento della Corte Costituzionale in base al ricorso presentato dal Governo Prodi;
- contro la stessa legge regionale, ben 70 Comuni lombardi (dei quali 9 della provincia di Lecco: Calco, Civate, Calolziocorte, Dorio, Rogeno, Olginate, Paderno d’Adda, Robbiate e Casatenovo) hanno votato la proposta di un Referendum abrogativo per cancellare la possibilità di privatizzare la proprietà e l’erogazione dei servizi idrici.
Bisogna inoltre tenere in considerazione che lo scorso 25 ottobre il Senato ha votato una moratoria di 12 mesi degli affidamenti del servizio idrico a qualsiasi società di capitali.
La Lario Reti Holding s.p.a., dopo che si sarà formata, dovrà essere divisa in almeno altre 4 società: la holding stessa, una società per la proprietà e la gestione del gas, una società per la proprietà e la gestione dell’acqua, una società 'pensata' per partecipare alla gara per l’erogazione dell’acqua, quest’ultima con poche (quasi nessuna) possibilità di vincere la gara stessa.
Infine la struttura della holding pluriservizi rientra nella logica della 'Multiutility Lombarda' fortemente voluta dal Governatore Formigoni e in parte già attuata con le società A2A (fusione Aem Milano con Asm Brescia, che ha aggregato Acsm Como e Bas Bergamo) e LineaGroup (ex municipalizzate di Cremona, Mantova, Lodi e Pavia). Che fine farà LRH? Rientrerà a breve nell’orbita A2A?
L’ipotesi non è così astratta, visto che nella relazione della LRH si legge più volte che la società rientra 'nel quadro di una futura collocazione in un piano integrato dei servizi a dimensione regionale'.
Alla luce di quanto sopra, chiediamo ai Consigli Comunali di non votare la costituzione della società Lario Reti Holding s.p.a.. In alternativa proponiamo di:
- mettere in votazione nei Consigli Comunali la proposta di Referendum abrogativo per cancellare gli obblighi di privatizzazione imposti dalla legge regionale n. 18/2006;
- non consentire, a livello di ATO, la suddivisione del servizio idrico tra proprietà, gestione ed erogazione, “disobbedendo” alla legge regionale;
- avviare il percorso di costituzione di un ente di diritto pubblico (consorzio o azienda speciale), a cui affidare direttamente la gestione e l’erogazione dell’acqua, attraverso l’aggregazione di tutte le società (o delle parti di esse) che già oggi gestiscono gli acquedotti e i depuratori in provincia di Lecco;
Solo in questo modo si potrà assicurare che il servizio idrico resti per sempre in mani pubbliche. L’acqua è un bene di tutti che non può essere gestito pensando al mercato!'


Roberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente 'Ilaria Alpi'


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