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Mine antiuomo: occorre più impegno da parte dei Governi
20/11/07
'Bisogna subito bandire le mine antiuomo, strumenti di morte che uccidono anche i bambini'. La dichiarazione arriva da Benedetto XVI che, nell'Angelus di domenica scorsa, ha ricordato il sostegno del Vaticano alla conferenza internazionale che si è aperta proprio il 18 novembre in Giordania e che vede riuniti tutti gli Stati aderenti alla Convenzione di Ottawa. Nel documento, sottoscritto nel 1997 da 150 Paesi, sono elencati gli impegni di ciascun governo nella messa al bando delle mine antiuomo: impedire ogni produzione, uso, stoccaggio ed esportazione di mine antipersona; distruggere entro 4 anni tutte le mine antipersona presenti nei rispettivi arsenali; bonificare le aree minate nel proprio territorio entro 10 anni; fornire assistenza tecnica e finanziaria per le operazioni di sminamento e per l'assistenza alle vittime.
Al trattato non hanno aderito, tra gli altri, Stati Uniti, Cina, Russia, India e Pakistan.
La scorsa settimana è stata pubblicata la nona edizione del Landmine Monitor Report, il rapporto che permette di monitorare gli adempimenti elencati nel Trattato di Ottawa. Nel resoconto si evidenzia che nel 2006 sono stati bonificati 140 kmq di campi minati e 310 kmq di aree di battaglia, con l'eliminazione di 217mila mine antipersona, 18mila mine anticarro e 2,15 milioni di ordigni esplosivi. Sono ancora però 14 i Paesi che non rusciranno a bonificare le properie terre nell'arco di 10 anni.
Per quanto riguarda gli impegni presi dall'Italia, i promotori della Campagna italiana contro le mine si dichiarano preoccupati per l'ulteriore diminuzione del Fondo per lo Smistamento Umanitario che serve, tra l'altro, a fronteggiare l'emergenza delle bombe a grappolo (cluster bomb) prodotte, purtroppo anche in Italia. Per aderire alla campagna: www.campagnamine.org


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