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Indagine Acli sul 5 per mille: iniziativa apprezzata dai cittadini e 'snobbata' dallo Stato
10/12/07
Il 6 dicembre scorso le Associazione Cristiane dei Lavoratori (Acli) hanno presentato Roma alla Camera dei Deputati uno studio compiuto dall'Istituto di Ricerche Educative e Formative con lo scopo di fornire un quadro conoscitivo del 'popolo del 5 per mille'.
L'indagine è stata svolta attraverso 1.000 interviste eseguite ad altrettanti contribuenti che quest'anno hanno deciso di devolvere una parte delle proprie imposte ad associazioni ed enti di volontariato, della ricerca scientifica o sanitaria.
La capacità di poter scegliere la distribuzione dei propri soldi è stata la motivazione principale che ha spinto la maggior parte dei contribuenti ad effettuare tale scelta: secondo la ricerca, infatti, il 56% dei donatori lo ha fatto perchè 'in questo modo scelgo io l'organizzazione più meritevole ad essere finanziato', il 26% per 'rendere più libere le associzioni e gli enti dai finanziamenti pubblici' e, infine, il 17% perchè 'meno soldi prende lo Stato e meglio è'.
Curioso poi come il marketing sociale condizioni poco le scelte dei contribuenti: annunci televisivi, articoli sui quotidiani, e-mail promozionali e volantini hanno infatti, insieme, influito in misura del 3% circa, mentre determinanti risultano essere la conoscenza personale dell'associazione (57%), l'essere coinvolti personalmente come volontari (16%) e l'ascolto di consigli di parenti e amici (9%).
Il 61% dei donatori vorrebbe un 5 per mille senza limitazioni di spesa imposte dallo Stato, il 35% dichiara che il 'tetto' non deve superare i 400 milioni di euro e solo il 4% dei contribuenti è favorevole al limite.
Per quanto riguarda il controllo dei fondi, il 52% dei donatori è favorevole all'istituzione di un'agenzia indipendente che vigili sulle somme erogate, il 37% vorrebbe che lo Stato si occupasse del controllo, mentre il 7% è convinto che non servano tali misure.
La ricerca ha infine tentato di tracciare un identikit del donatore-tipo: secondo i dati raccolti, questo si colloca in una fascia di età tra i 45 e i 65 anni, con un livello di istruzione elevata, legge i quotidiani, è informato ed impegnato politicamente. Tra i cittadini non attivi colpisce l'alta percentuale di pensionati (24%) che hanno deciso di donare il proprio 5 per mille.
'L’indagine dimostra che il 5 per mille, in solo due anni di applicazione, ha trovato il consenso degli italiani, inaugurando una modalità virtuosa di rapporto con il fisco basata sulla fiducia, la consapevolezza e la partecipazione. Ai contribuenti piace evidentemente avere la possibilità di un indirizzo diretto delle risorse che versano allo Stato e sostenere in questo modo i soggetti che conoscono e riconoscono come credibili e affidabili', ha dichiarato Andrea Oliviero, presidente delle Acli. Per consultare la ricerca rimandiamo all'allegato qui sotto.
www.acli.it

scarica l'allegato (acli.pdf)


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