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Acli: 'No al reato di immigrazione clandestina, sì all'integrazione per garantire la scurezza'
14/05/08
'I reati commessi da cittadini stranieri vanno certamente perseguiti, ma non vanno demonizzati gli stranieri presenti sul territorio, come se fossero gli unici responsabili di una percezione di insicurezza che sembra ormai pervadere i cittadini italiani e gli stessi immigrati'. Così si è espresso il presidente delle Acli, Andrea Oliviero, in seguito alle dichiarazioni espresse dal nuovo Governo in merito alle misure per la sicurezza. In particolare, le Associazioni cristiane dei lavoratori si dichiarano fermamente contrarie all'introduzione del reato di immigrazione clandestina. 'Come è possible - continua Oliviero - mettere insieme senza distinzioni il disagio e spesso la disperazione delle persone che lasciano le proprie case e i propri affetti con le attività illecite e criminali di chi sfrutta il fenomeno migratorio? Perché non introdurre, a questo punto, il reato di povertà?'
'Non serve l'esercito per contrastare la clandestinità - conclude il presidente delle Acli - piuttosto seri interventi di riqualificazione urbana, di mediazione, di accompagnamento e l'emersione dei lavoratori immigrati irregolari, in particolare le donne, sulle quali molte famiglie italiane contano per la custodia di figli ed anziani. Il governo, le amministrazioni locali sarebbero capaci di rispondere alle richieste di welfare che ne deriverebbero in caso di allontamento di queste lavoratrici?'
www.acli.it


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