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Passa la Legge regionale 226/2008: via libera alle grandi infrastrutture
20/05/08
Con voto favorevole della maggioranza, astensione del Partito Democratico e voto contrario del resto dell'opposizione, il Consiglio regionale lombardo ha approvato la legge 226/2008, che permetterà alla Regione di velocizzare gli iter per la costruzione di infrastrutture (TEM, Brebemi e diversi trattti ferroviari, per esempio) qualora la lenta burocrazia statale dovesse porre un freno alla loro realizzazione.
A creare malumore è comunque l'articolo 10 della suddetta legge: '... è previsto al comma 3 che per ottenere maggiori introiti dalla possibilità di sfruttare economicamente aree attigue ai tracciati ed ammortizzare più facilmente gli investimenti attraendo capitali privati, le concessioni possano riguardare anche aree esterne alle infrastrutture ma con le stesse colegate, sicchè i relativi margini di gestione possano contribuire all'abbattimento dei costi dell'esposizione finanziaria dell'iniziativa complessiva'.
Si legge su www.helpconsumatori.it: 'Oltre all'aspetto contraddittorio nei confronti delle competenze governative - afferma Pietro Mezzi, assessore al Territorio e Parchi della Provincia di Milano - va lanciato un vero e proprio allarme per lo stravolgimento del territorio che questa norma comporta. Da oggi, infatti, sarà possibile intasare per una larga fascia i nuovi tracciati con insediamenti indiscriminati, al solo scopo di permettere al concessionario di ripagarsi l'opera in assenza di un ritorno economico dai pedaggi. Bisogna porsi l'obiettivo di ricostruire il paesaggio attorno al tracciato di una nuova autostrada, e cercare di contestualizzarla, non costruirle intorno capannoni e centri commerciali stravolgendo il territorio. In questo modo - continua l'assessore Mezzi - si produce un impoverimento complessivo dell'ambiente e ci allontaniamo dalla positive esperienze realizzate in molti Paesi esteri, dove si cerca di ridare fisionomia e qualità al paesaggio attorno ai grandi tracciati'.
Sul sito www.parchivimercatese.it (Brianzopoli) è possibile aderire alla raccolta firme per la cancellazione della norma.


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