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Cementeria di Merone: basta con cave e rifiuti
04/06/08
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato da Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' di Merone (Co).


"L’Amministrazione Provinciale di Lecco deve pronunciarsi contro le nuove escavazioni e contro l’incenerimento dei rifiuti da parte della cementeria Holcim di Merone”. È questo l’invito che il Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' rivolge alla Provincia di Lecco, dopo l’audizione dei vertici della multinazionale svizzera dinanzi alle Commissioni Ambiente ed Attività Produttive di Villa Locatelli, e alla vigilia del Cornizzolo Day, a cui anche l’associazione ambientalista di Merone ha dato la sua adesione.
Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "E’ nostra intenzione richiedere alle stesse Commissioni un’audizione in cui vorremmo discutere del pesante impatto dell’attività del cementificio, sia per quanto riguarda le escavazioni che per l’incenerimento dei rifiuti nei forni di Merone. Ricordiamo infatti che i siti attivi di escavazione sono ubicati proprio in provincia di Lecco: la miniera di Brenno di Costa Masnaga, l’Alpetto di Cesana Brianza, la Valle Oscura di Galbiate e la Rio Gambaione di Bulciago-Cassago. Tutte con un impatto devastante sul territorio. Infine rammentiamo che, in base ad uno studio sulle ricadute, i fumi derivanti dai camini dello stabilimento di Merone colpiscono soprattutto i comuni della sponda lecchese, Costa Masnaga e Rogeno in particolare”.
Il Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' ricorda che di recente la Regione ha autorizzato la cementeria di Merone a bruciare più di 100.000 tonnellate all’anno di rifiuti di diversa origine tra cui: peci e oli provenienti dall’industria chimica, farine e grassi animali, fanghi da depurazione ed altri ancora. Con la stessa autorizzazione, la Regione ha concesso alla Holcim deroghe per alcuni inquinanti contenuti nei fumi emessi dal cementificio, che hanno permesso alla multinazionale di emettere in atmosfera sostanze nocive oltre i limiti prescritti dalla normativa europea, tra cui ossidi di Zolfo (4 volte oltre il limite), ossidi di Azoto (50% oltre il limite), Carbonio organico (5 volte oltre il limite!).
Contro tale autorizzazione si era espressa anche la Giunta Provinciale di Lecco, che aveva subordinato il parere alle seguenti condizioni:
- "nessuna deroga ai limiti previsti dal D.lgs n. 133/2005 per quanto riguarda il TOC (composti organici volatili) e l’SO2 (anidride solforosa);
- acquisizione di Valutazione d’Incidenza per il SIC lago di Pusiano;
- realizzazione di adeguate misure di compensazione.”
Condizioni che non sono state tenute in considerazioni dalla Regione.
Si tratta ora, secondo il Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi', di impedire alla cementeria di continuare a deturpare il territorio, sia a causa delle escavazioni che per le emissioni in atmosfera.
Conclude Fumagalli: “Coerentemente con quanto più volte affermato in passato, la Provincia di Lecco non deve permettere l’apertura di nuovi ambiti estrattivi e deve impedire l’incenerimento dei rifiuti. La Holcim non può continuare a bruciare i rifiuti in un territorio già pesantemente inquinato!”
www.circoloambiente.org


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