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Rifugiati e richiedenti asilo: in Grecia gravi violazioni dei diritti umani
19/06/08
'Raccomandiamo vivamnete ai politici italiani ed europei una visita a Patrasso, in Grecia', si legge su fortresseurope.blogspot.com, la rassegna stampa che dal 1988 ad oggi ci ricorda il numero delle vittime della frontiera. Sono 12.347 i morti, di cui 4.490 dispersi, uomini, donne e bambini scappati dalle loro terre per sfuggire da fame e guerre e deceduti in naufragi, nelle carceri, sotto il fuoco degli eserciti di Governi che avrebbero dovuto accoglierli.
Ma perchè Patrasso? Perchè secondo il rapporto della ong Pro Asyl e dall'Associazione degli avvocati greci per la difesa dei diritti dei rifugiati e dei migranti, in Grecia si stanno compiendo gravi violazioni dei diritti umani di cui sono vittime emigranti e rifugiati. Si va dalle torture nei campi di detenzione, alle uccisioni, al taglio dei gommoni pieni di disperati da parte dei militari greci, alle omissioni di soccorso.
Gli immigrati che riescono ad approdare su una delle isole greche vengono rinchiusi per tre mesi nei campi o nelle carceri e quindi mandati ad Atene con un foglio di via scritto solo in greco e con il divieto di recarsi a Patrasso dove, dal porto, partono le navi dirette nel Mediterraneo. Quelli che riescono ad arrivarci vengono comunque rinchiusi in campi di tetenzioni e sottoposti a violenze ed abusi da parte delle polizia locale.
Pochi fanno domanda d'asilo politico: nel 2007, su oltre 13mila richieste ne sono state accettate solo una ventina. Quindi, riassumendo, una volta arrivati in Grecia non si può richiedere asilo ma non si può neppure salpare per altri Paesi: e allora gli immigrati cosa fanno? Rimangono come clandestini, sfruttati per pochi soldi nei campi o nei cantieri edili.
Fonte: www.programmaintegra.it


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