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Festa di Libera: censurato il documentario che denuncia le truffe dei prosciuttifici
27/06/08
'Lo faccio per difendere i miei concittadini': così si è giustificato il sindaco di Castelnuovo Rangone (Mo), Roberto Alperoli, dopo aver negato il permesso di proiettare il documentario 'Il paese del maiale' in programma per lunedì 30 giugno nel corso della festa che l'associazione Libera-Nomi e numero contro le mafie www.libera.it ha organizzato a Castelvetro (Mo).
Il documentario, girato da Ruben Oliva e Matteo Scanni, illustra senza censure la seconda vita che si nasconde dietro la ricchezza e l'operosità di alcuni comuni del Modenese, fatta di truffe, caporalati e criminalità organizzata.
Tutto nasce con l'omicidio avvenuto il 24 luglio 2002 dell'operaio tunisino Ismail Jauadi, residente a Castelnuovo Rangone: sette colpi alla schiena che subito fanno intendere si tratti di un regolamento di conti. Con l'apertura delle indagini la magistratura scopre invece molto di più, ovvero commerci di prosciutti con l'estero, contraffazioni di marchi e, dopo una serie di intercettazione, anche l'interessamento mafioso a queste truffe così redditizie.
In pratica, venivano comprati prosciutti in altri Paesi come l'Olanda, la Danimarca e l'Est europeo, eliminata la cotenna con il marchio estero e reimpresso il nuovo bollo tutto italiano. Ismail, in possesso di alcuni filmati e fotografie che documentavano queste operazioni, aveva cominciato a ricattare la cooperativa per la quale lavorava, finchè venne giustiziato.
Ma nel documentario c'è altro: ci sono storie di immigrati anche clandestini reclutati dalle cooperative per lavorare nei grandi stabilimenti di produzione e lavorazione di carni di maiale, storie di incidenti ed infortuni spesso taciuti e storie come quella della cooperativa Dimac, che offriva servizi a prezzi 'stracciati' e concorrenziali, facendo lavorare soprattutto immigrati per molte ore ad un salario inferiore a quello previsto dal Ministero del Lavoro. www.nuovocaporalato.it E agli imprenditori andava bene così.
Tutto questo e altro è contenuto nel documentario che a Castelvetro non si vedrà, ma ci stiamo abituando anche alle censure.
Per chi ne fosse incuriosito segnaliamo il link: http://it.youtube.com/watch?v=uM0zLWNd89U&feature=related


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