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Un plauso alla Fiera dell'Agricoltura a Lentate sul Seveso: ma quale futuro per i terreni?
15/09/08
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato dall'associazioni Domà Nunch www.domanunch.org


Domà Nunch non può che accogliere con entusiasmo gli appuntamenti dedicati all'agricoltura e alla zootecnia, perché dimostrano il chiaro e inscindibile legame che esiste da millenni tra l'uomo e la Madre Terra. Molto discutibili invece è l'impostazione del primo cittadino di Lentate sul Seveso (MB), Massimo Sasso, il quale, secondo quando si apprende da un articolo pubblicato su 'L'Esagono' il 21 luglio scorso, sosterrebbe che per promuovere l'agricoltura ci voglia un polo di 70 mila mq da edificare a scapito di terreni agricoli! (nella foto l'area interessata)
Il Sindaco ha inoltre sostenuto che l'uomo ha messo in opera il suo ingegno e la sua operosità per migliorare le condizioni di vita: noi non crediamo che negli ultimi decenni sia stato proprio così, perlomeno in Insubria, dove la qualità della vita va sempre più decadendo.
Strano quindi che un amministratore possa elogiare una Fiera agricola e zootecnica e, nel contempo, prefigurare la fine degli antichi lavori della Terra con nuove colate di cemento!


Per Domà Nunch promuovere l'agricoltura significa pensare a porre le condizioni per animali liberi al pascolo, rotazione agraria, eliminazione di diserbanti ed ormoni per la crescita di animali, filiera corta, insomma il ritorno a un'agricoltura biologica che costituirebbe una scelta migliore rispetto alle decisioni adottate da alcune attuali aziende agricole. Ma soprattutto, conservare agricoli i terreni: quale futuro quindi per questa nuova agricoltura a fronte di questi chiari intenti cementificatori dell'attuale amministrazione lentatese, che non differenziandosi dai suoi predecessori, rende edificabili i terreni comunali e progetta nuovi ipotetici "centri del paese" (!) sui campi, dove ora cresce il granoturco, cancellando in poco tempo una realtà locale che ha secoli di storia?


Secondo le valutazioni del Centro di Documentazione dell'Architettura e del Territorio del Politecnico di Milano, negli anni Novanta (dati Eurostat) le costruzioni, in Italia, hanno sottratto all'agricoltura circa 2.800.000 ettari di suolo. Ogni anno si consumano 100.000 ettari di campagna (il doppio della superficie del Parco Nazionale dell'Abruzzo). D'altra parte l'Italia è anche il primo paese d'Europa per disponibilità di abitazioni: ce ne sono circa 26 milioni (di cui il 20% non occupate), corrispondenti a un valore medio di 2 vani a persona. Basta guardarsi attorno per rendersi conto delle numerose palazzine nuove e in parte non occupate, oltre alle numerose vecchie corti lasciate in condizioni di degrado. Auspichiamo invece una valorizzazione delle attività agricole nel territorio lentatese e non uno "sviluppo" che conduce ancora all'ennesima speculazione edilizia, con nuovi alberghi e residenze per un territorio che non ha quelle necessità ma che piuttosto ha bisogno di ritrovare la sua identità culturale.


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