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La Holcim continua a bruciare rifiuti pericolosi con la benedizione della Provincia di Lecco
29/09/08
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato inviato dal Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' di Merone (CO) www.circoloambiente.org in merito all'approvazione, da parte della Giunta Provinciale di Lecco, dell’accordo tra la Provincia stessa (insieme a quella di Como e ai Comuni di Merone e di Monguzzo) e la multinazionale svizzera per l’utilizzo dei rifiuti nei forni della Holcim, il cementificio meronese.


Nel "Protocollo per un utilizzo responsabile ed ecoefficiente (!?) delle risorse energetiche alternative presso la cementeria di Merone" (nella foto) ci si limita a stabilire:
- il monitoraggio in continuo delle emissioni dai forni;
- le analisi quadrimestrali, eseguite da 'Società competenti', per alcune sostanze inquinanti;
- la creazione di una commissione tecnica, formata dai rappresentanti delle 4 istituzioni pubbliche e dalla Holcim stessa (!?).
Dichiara Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente: "Il Protocollo non aggiunge niente di nuovo a quanto già esiste e che, come più volte denunciato, non è mai servito a ridurre l’impatto ambientale dell’attività della Holcim. Infatti il monitoraggio continuo è imposto dalla legge e a Merone esiste già da anni. Le analisi quadrimestrali saranno invece eseguite da un laboratorio privato pagato dalla Holcim stessa!
Anche la commissione tecnica esisteva già da anni (senza la Provincia di Lecco) e finora non ha prodotto alcun risultato, basti pensare che le decisioni devono essere 'concordate' con la cementeria stessa!
Per noi questo accordo è scandaloso: il Protocollo non servirà a nulla, se non ad avallare l’incenerimento dei rifiuti. In pratica è l’ennesimo appiattimento delle istituzioni nei confronti della multinazionale svizzera!"
A conferma di questo è sufficiente sottolineare come gli enti pubblici non hanno nemmeno avuto il coraggio di inserire nel documento la parola 'rifiuti': infatti si parla di 'risorse energetiche alternative', la solita mistificazione usata dall’azienda che, ancora una volta, vede le istituzioni succubi.
Il Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' ricorda che, in base ad uno studio sulle ricadute, i fumi derivanti dai camini dello stabilimento di Merone colpiscono soprattutto i comuni della sponda lecchese, Costa Masnaga e Rogeno in particolare.
Inoltre, ad ottobre dello scorso anno, la Regione ha autorizzato la cementeria di Merone a bruciare più di 100.000 tonnellate all’anno di 'rifiuti' di diversa origine tra cui: peci e oli provenienti dall’industria chimica, farine e grassi animali, fanghi da depurazione ed altri ancora.
Con la stessa autorizzazione, la Regione ha concesso alla Holcim deroghe per alcuni inquinanti contenuti nei fumi emessi dal cementificio, che hanno permesso alla multinazionale di emettere in atmosfera alcuni inquinanti oltre i limiti prescritti dalla normativa europea, tra cui ossidi di Zolfo (4 volte oltre il limite), ossidi di Azoto (50% oltre il limite), Carbonio organico (5 volte oltre il limite!).
Contro tale autorizzazione si era inizialmente (settembre 2007) espressa anche la Giunta Provinciale di Lecco, che aveva subordinato il parere alle seguenti condizioni:
- "nessuna deroga ai limiti previsti dal D.lgs n. 133/2005 per quanto riguarda il TOC (composti organici volatili) e l’SO2 (anidride solforosa);
- acquisizione di Valutazione d’Incidenza per il SIC lago di Pusiano;
- realizzazione di adeguate misure di compensazione." Condizioni che non sono state tenute in considerazioni dalla Regione.
Il Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' insiste sul fatto che le istituzioni debbano adoperarsi per impedire alla cementeria di inquinare bruciando decine di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi.
Conclude Roberto Fumagalli, presidente del circolo ambientale: "La Provincia di Lecco, anziché sottoscrivere questo inutile Protocollo, deve impedire l’incenerimento dei rifiuti. La Holcim non può continuare a bruciare i rifiuti in un territorio già pesantemente inquinato!"


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