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Cittadinanzattiva: "Spetta solo al cittadino decidere se accettare o meno le cure mediche"
18/11/08
"Personalmente parto dal principio che una legge sia utile per adattare il diritto ai progressi della medicina. La Costituzione sancisce il diritto alle cure ma non l'obbligo alle terapie". (Ignazio Marino - 'il Riformista' del 1 ottobre 2008).


"Il testamento biologico non è l'eutanasia, ma il diritto che ciascuno di noi deve poter avere per accettare o rifiutare terapie e cure di sostegno. Dobbiamo cautelarci per il momento possibile in cui a causa di un incidente o di un trauma non potremo più esprimere la nostra volontà". A dichiararlo è Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale e senatore nelle liste del Partito Democratico.
Il caso di Eluana Englaro, la donna che da 16 anni si trova in coma vegetativo e per la quale la Cassazione ha dato il via libera alla sospensione delle cure, ha riportato alla luce il dibattito sul testamento biologico, il consenso informato e le dichiarazioni anticipate di volonta' sui trattamenti sanitari. Una cosa però accomuna laici e credenti, ossia la necessità di avere una legge che regoli l'argomento. E difatti ben dieci disegni di legge sono all'ordine del giorno della Commissione Igiene.
Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, nel corso della audizione di giovedì 13 novembre al Senato sul testamento biologico ha dichiarato: "Tutti i giorni ci confrontiamo con cittadini che vedono lesi i loro diritti. E crediamo che in situazioni difficili come quelle che affrontano i malati in stato vegetativo o allo stadio terminale di una malattia, i diritti vadano tutelati con forza e sensibilità maggiore. Per questo vogliamo sia dato riconoscimento al principio dell’autodeterminazione con un atto legislativo sul testamento biologico che tuteli il diritto di ciascuno alla dignità della vita e della fine della vita. La Costituzione garantisce a tutti il diritto alla salute". E aggiunge: "Come Cittadinanzattiva www.cittadinanzattiva.it sosteniamo il disegno di legge presentato da Ignazio Marino, chirurgo e capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Igiene e Sanità, perché disciplina ex novo il testamento biologico, fondandolo sul consenso informato; lascia comunque spazio al giudizio sul medico, coinvolge i familiari ma fuori da una logica paternalistica e dà un ruolo importante ai Comitati etici. In più disciplina la Rete nazionale delle cure palliative".


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