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La Carovana dell'Acqua di ritorno dal Sudamerica
12/12/08
Riceviamo e pubblichiano il comunicato inviato da Roberto Fumagalli, presidente del Circolo Ambiente 'Ilaria Alpi' di Merone (CO) e consigliere nazionale del Contratto Mondiale sull'Acqua www.contrattioacqua.it


Un forte sostegno alle comunità del Centro America in lotta a difesa del territorio e dell’acqua pubblica. Così si può sintetizzare il senso della Carovana Centroamericana dell’Acqua, partita lo scorso novembre e da poco rientrata in Italia. L’iniziativa ha attraversato 4 Paesi dell’America centrale: Nicaragua, Guatemala, Honduras ed El Salvador, ed è stata organizzata da Associazioni (tra cui il Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua) e Organizzazioni Non Governative (ONG) impegnate in progetti di cooperazione internazionale, in particolare in America Latina. A farne parte sindaci, consiglieri comunali e provinciali, responsabili di aziende pubbliche dei servizi idrici, rappresentanti di associazioni e ONG, giornalisti e fotoreporter.
Durante il percorso, la Carovana ha visitato numerose comunità locali che si stanno battendo, con forza, per la difesa del territorio e dell’acqua. Basti pensare che nei Paesi del Centro America, il 58% delle persone che vivono nelle zone rurali e il 13% degli abitanti delle aree urbane, non hanno accesso all’acqua potabile!
Alcune delle comunità visitate sono in lotta contro la costruzione di decine di nuove dighe, come quella della zona de El Tigre sul fiume Lempa, al confine tra El Salvador e Honduras: qui alcune imprese, tra cui l’italiana Astaldi, vorrebbero realizzare una mega diga che determinerebbe lo spostamento di 25 mila persone, lasciando senz’acqua le comunità a valle. L’opposizione delle comunità locali ha per il momento determinato la sospensione del progetto.
Molte comunità hanno denunciato alla Carovana l’inquinamento delle acque causato dai reflui industriali e dall’uso indiscriminato di agrochimici e di pesticidi, tra cui il tristemente famoso Nemagon, utilizzato da alcune aziende – tra cui Chiquita e Dole - nella coltivazione delle banane. L’inquinamento delle acque sta causando la morte di migliaia di persone, tra lavoratori e abitanti dei villaggi vicini alle piantagioni.
Altre comunità sono in lotta contro le miniere di rocce - impiegate nei cementifici - e di oro: queste ultime determinano l’inquinamento delle acque a causa dell’utilizzo di cianuro.
I membri della Carovana hanno poi toccato con mano i danni causati dalla privatizzazione degli acquedotti. Come a San Pedro Sula, la seconda città dell’Honduras per numero di abitanti (600 mila), dove la gestione dell’acquedotto è stata ceduta fino al 2030 ad una società privata, controllata quasi totalmente (95%) da aziende italiane, tra cui le ex municipalizzate di Roma e Modena, Acea e Enia, e le imprese di costruzioni Astaldi e Lotti.
I membri della Carovana hanno avuto la possibilità di incontrare numerosi sindaci, governatori di regioni, alcuni parlamentari del Nicaragua e del Salvador, nonché il presidente dell’Honduras.
La Carovana ha avuto lo scopo di avviare la costruzione di una rete di movimenti e di associazioni, anche in preparazione al Forum Sociale Mondiale di Belem, Amazzonia, che si terrà a gennaio 2009 e al Forum Mondiale dell'Acqua di Istanbul nel marzo 2009.
Personalmente ritengo che l’esperienza della Carovana dia maggiore forza alle nostre lotte qui in Italia a difesa dell’acqua pubblica. Non dimentichiamo infatti che anche da noi in Italia, e in particolare in Lombardia, l’acqua rischia di essere privatizzata. Esistono infatti nuove leggi nazionali e regionali che obbligano a mettere a gara la gestione degli acquedotti.
A sostegno degli obiettivi della Carovana, sono previste iniziative di divulgazione. È possibile sostenere economicamente la Carovana dell'Acqua, inviando un contributo per il progetto a: Italia-Cuscatlan Banca di Legnano Ag. Turbigo - causale Progetto Carovana IBAN: IT46 O 03204 33940 000000008365


scarica l'allegato (carovana.pdf)


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