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Pendolari delusi dai trasporti: "Formigoni, dove sei?" E Legambiente ripropone Pendolaria 2009
16/12/08
Caro Direttore, mi lasci sfogare. Lasci che affidi al suo giornale lo sfogo di un povero "pirla" (mi passi il termine che fu assegnato ad un illustre idraulico leghista bergamasco) che ha la grave colpa di voler ostinatamente usare il treno per recarsi al lavoro. Il mio lunedì è stato, come per migliaia di altri lavoratori, nerissimo. Nulla di nuovo sotto...la pioggia, si potrebbe dire. Noi che sui treni lerci e insufficienti viaggiamo tutti i giorni non siamo certi rimasti sorpresi dall'ennesima dimostrazione di inefficienza subita. Ma lunedì c'è stato qualcos'altro che mi ha fatto salire il sangue agli occhi. Rientrato a casa, ho acceso il computer per leggere sui vari siti i commenti e le reazioni alla giornata campale. Con mio grande disappunto (eufemismo) mi sono imbattuto nelle dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Roberto Formigoni e dell'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo. Mai impudenza fu più sfrontata. "Siamo pronti a fermare Freccia Rossa" ha tuonato il Governatore. Dimentico, lui forse non noi, che solo pochi giorni prima si era presentato in pompa magna all'inaugurazione dell'Alta Velocità. Perchè non ci ha pensato subito a fare un'iniziativa clamorosa? Ne aveva l'occasione, la più eclatante ed evidente. O vuole farci credere che non immaginava, lui che di solito sa sempre tutto, che le condizioni del servizio pendolari sono disastrose? Troppo comodo, caro Formigoni, prima farsi belli e poi lanciare minacce di carta pesta. Crede forse che abbiamo tutti l'anello al naso? Pensa, per caso, che non siamo capaci di vedere che accanto alle responsabilità delle Ferrovie ci sono anche quelle, non meno gravi, della Regione? Lei peraltro è recidivo. Partecipò nel 2006 tra squilli di tromba all'inaugurazione del quadruplicamento della linea Milano-Treviglio. Non si è accorto che quell'opera ancora oggi non è stata completata? Ha mai letto le rimostranze dei sindaci di Arcene, Stezzano e Levate? Se non fosse una cosa maleddettamente seria, ci sarebbe da ridere, e della grossa, di fronte alla rodomontata formigoniana. "Bloccheremo Freccia Rossa" dice. Ma ci faccia il piacere.... E che dire della totale assenza sui problemi ferroviari della Lega. Sì, di quel movimento che si spaccia come strenuo difensore dei padani. Forse chi viaggia in treno non merita alcuna tutela? I leghisti fanno battaglie sui cartelli in dialetto, giocano con il folklore. Ma dove sono quando la gente, la loro gente, subisce gravi disagi per le inefficienze dello Stato che in questo momento, non dimentichiamolo, concorrono a governare? Dove sono i consiglieri regionali? Dove sono i parlamentari? Dov'è, più in generale, la classe politica bergamasca? Possibile che non ci sia uno straccio di rappresentante delle istituzioni che si batta per noi poveracci? Lettera firmata
(Da Bergamonews www.bergamonews.it di oggi)


Legambiente ripropone anche per il 2009 Pendolaria, la campagna che difende il diritto alla mobilità dei due milioni di cittadini pendolari che viaggiano in treno, un numero basso rispetto alla media europea, dovuta proprio per gli scarsi investimenti nel potenziamento del tasporto ferroviario locale.
Si legge sul sito www.legambiente.eu : "Chiediamo che il trasporto pendolare diventi una priorità nell'agenda politica nazionale perchè un sistema di mobilità locale efficiente e moderno, un trasporto pendolare competitivo in termini di tempi e frequenza vogliono dire meno auto private, meno smog e traffico, città più sane e vivibili". E ancora: "Non ci accontentiamo delle briciole destinate da Governo e Regioni al trasporto ferroviario locale penalizzato dai mega investimenti previsti per le grandi opere: la necessità di migliorare la qualità dell'aria in città e di tutelare la salute dei cittadini non può prescindere dal rinnovamento e potenziamento del trasporto pendolare".
Legambiente invita inoltre a firmare la petizione "1000 treni per i pendolari", con la quale si invitano le istituzione ad investire, o magari semplicemente a non tagliare, fondi per il potenziamento del trasporto su rotaia. Ciò significherebbe aumentare il numero delle corse soprattutto nelle ore di punta e nelle tratte più frequentate delle grandi aree metropolitane; offrire un servizio sicuro ed efficiente; garantire igiene e puntualità dei treni.


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