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Don Roberto Davanzo: "Per l'immigrazione leggi giuste e solidali"
03/11/09
"L’immigrazione è ormai un fenomeno strutturale e irreversibile. Gli stranieri che vengono da noi pensano di rimanerci: cercano un lavoro, una casa, si sposano, anche con cittadini e cittadine italiane, usando a volte anche queste unioni come scorciatoia per ottenere la cittadinanza ma, in ogni caso, dimostrando di avere maturato un progetto a lungo termine. In altri termini, entrano a far parte del nostro ethos, trasformandoci in una società multietnica, che lo si voglia o no. Ciò significa che con l’immigrazione dobbiamo fare i conti, affrontando anche gli aspetti problematici. I vescovi chiamati a Roma dal pontefice per il sinodo africano hanno sottolineato che le leggi migratorie restrittive violano i diritti umani, mentre servono regole internazionali giuste e solidali. Necessità ribadita anche dall’episcopato lombardo che ha sottolineato con chiarezza che straniero non è sinonimo di pericolo o delinquente."E' questo il commento del direttore di Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo nel corso della presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2009 realizzato da Caritas e Fondazione Migrantes www.dossierimmigrazione.it in merito alla situazione migratoria in Lombardia.
Secondo il Dossier, gli stranieri iscritti alle anagrafi dei comuni lombardi sono sempre più vicini al milione (sono 904.816), confermando la Lombardia come la regione più attrattiva (da sola assorbe il 23,3% della popolazione non italiana residente nel nostro Paese, con rumeni, albanesi moldavi ed ucraini tra i cittadini europei più numerosi.


Un matrimonio su cinque celebrati in Lombardia almeno uno dei due coniugi è un immigrato, mentre uno studente ogni 10 è straniero, contro una media nazionale di uno ogni 15, una percentuale che fa della nostra regione, la prima in Italia per numero di alunni non italiani nelle classi (151.898, il 24% della popolazione scolastica straniera).


Secondo i dati Inail, elaborati da Caritas Ambrosiana, la Lombardia è la prima regione anche per numero di lavoratori immigrati. Gli occupati di origine straniera sono aumentati costantemente e sono in particolare, tra il 2000 e il 2008 cresciuti di una volta e mezza. La crisi economica comincia a farsi sentire anche per loro, soprattutto perchè impiegati in settori più esposti alla recessiopne e perchè impiegati senza garanzie contrattuali.


le difficoltà economiche non hanno arrestato la dinamicità degli imprenditori immigrati: le imprese straniere sono triplicate negli ultimi sei anni. Costruzioni (il 40%), commercio (il 23%), manifattura (l’11%) i principali settori. Egiziani (5.637), rumeni (5.543), cinesi (5.271), marocchini (4.837) e albanesi (4.058) le nazionalità più intraprendenti.


Nonostante la crisi, complessivamente la Lombardia si dimostra una regione molto capace di accogliere i cittadini stranieri. L’indice d’integrazione calcolato dal Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) sulla base di dati statistici relativi all’inserimento sociale e lavorativo è “massimo” in tre province (Cremona, Mantova e Varese), “alto” in sei (Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Lodi e Milano) “medio” in due (Pavia e Sondrio). FOnte www.caritas.it


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