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Monza: 2009 difficile per i ciclisti!
16/12/09
Riceviamo da Massimo Benetti, presidente dell'associazioone Monza in Bici www.monzainbici.it e pubblichiamo.


Siamo alla fine del 2009 e vogliamo tracciare un bilancio di quanto fatto dall’amministrazione comunale di Monza, riguardo la mobilità ciclistica, a metà mandato dal suo insediamento alla guida della città.


Dobbiamo purtroppo constatare l'assenza di effettivi interventi a favore delle biciclette, pur essendo ormai un fatto accettato che queste potrebbero risolvere i problemi di traffico e conseguente inquinamento atmosferico di questa città. Ultimamente, infatti, i valori di quest'ultimo si sono rivelati più alti anche rispetto alla stessa città di Milano.


In più, abbiamo dovuto assistere allo smantellamento di due piste ciclabili, quella di Monte Cervino/Monte Bianco e di via Lario direzione Muggiò.
La prima avrebbe dovuto essere riprogettata da ANAS, a fine lavori, per la deviazione dello scolmatore a giugno 2009, ma al momento non si conoscono né progetti né tempi di realizzazione e neppure le indicazioni dell’Amministrazione per una sua riprogettazione. Da parte nostra avevamo suggerito l’allargamento dei marciapiedi per accogliere anche i ciclisti, con il conseguente restringimento della carreggiata per disincentivare le alte velocità, anche attraverso una zona a 30 km/h con rialzi di carreggiata e chicane.


La pista di Via Lario è stata sacrificata all’altare del centro commerciale ed è finita nel dimenticatoio, pur rappresentando un efficace collegamento con la vicina Muggiò.


Inoltre, sono stati rimandati i lavori di costruzione della pista ciclabile di via Buonarroti, che dal canale Villoresi potrebbe raggiungere il quartiere San Damiano. Vanno trovate soluzioni al più presto, perchè è certo che i ciclisti che percorrono via Buonarroti in direzione San Damiano continuano ad essere esposti a rischi e che la loro sicurezza è, come sempre, messa in secondo piano.


Ma al di la di questi casi particolari, ci saremmo aspettati che le numerose proposte di Monzainbici, derivanti dai reali bisogni della città, tra le quali la necessità di congiungere le piste ciclabili esistenti, fossero incluse nella bozza di PGTU presentata alcuni mesi fa. Purtroppo al contrario, niente di quanto da noi presentato è stato preso in serio esame. Le nostre osservazioni riguardo quel PGTU sono contenute in un documento dello scorso aprile pubblicato sul nostro sito.


Senza andare a cercare esempi virtuosi all’estero, guardiamoci semplicemente intorno: la città di Treviso, giunta di centro-destra, con 80.000 abitanti, ha uno sviluppo di piste ciclabili di 43 chilometri. Ma si sta costruendo un BICI-PLAN che porterà 100 chilometri di ciclabili, con moderazione del traffico in tutta la città, rastrelliere e una bici stazione. Se c’è la volontà, si trovano i soldi e le forze per cambiare in positivo la propria città.


In virtù di questo esempio, chiediamo che anche la nostra amministrazione comunale monzese prenda in serio esame modi alternativi di mobilità. Monza ha la possibilità di avvicinarsi alle altre realtà italiane, sempre più diffuse, dove la scelta della mobilità ciclistica è considerata intelligente e soprattutto moderna.


L’anno prossimo, in Consiglio Comunale, alla presentazione del PGTU, servirà una mentalità nuova, che dia spazio ai temi della mobilità ciclistica, superando posizioni lontane dalle realtà italiane ed europee.


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