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"La caccia nel mirino": la nuova campagna ENPA
18/01/10
Riceviamo da ENPA e pubblichiamo.
“Se i cacciatori si accorgessero di come sono vissuti dalla netta maggioranza degli italiani, probabilmente appenderebbero per sempre il fucile”.


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Se, già nel 1990, 18 milioni di persone espressero il loro “no” alla caccia nell'apposito referendum, il sondaggio proposto nel 2004 dall'Ente nazionale protezione animali tramite Eurisko evidenziò che:
l'82,5 % degli italiani si oppone a ogni ulteriore liberalizzazione della caccia;
il 74 % è contrario all'attività venatoria;
per il 71 % la caccia sottrae a tutti una parte del patrimonio naturale;
per il 69 % della popolazione, la caccia può costituire un pericolo anche per l'uomo;
il 65% degli italiani è convinto che il cacciatore uccida per divertimento.


La vigente legge sulla caccia presenta incongruenze giuridiche:
nei confronti dell'articolo 842 del Codice Civile, in quanto impedisce ai proprietari di vietare l'accesso dei cacciatori nei loro terreni, il che costituisce una grave limitazione del diritto di proprietà;
per l'abitudine di alcune Regioni a derogare alla normativa nazionale, prassi contestata sia da Bruxelles che dalla Corte Costituzionale. Se L'Unione Europea dovesse arrivare a comminare sanzioni, l'Italia sarebbe chiamata a versare una somma minima di quasi dieci milioni di euro per ogni infrazione e una penale giornaliera (si parte da ventimila euro) per ogni giorno in cui non sono state correttamente recepite le disposizioni. Un danno considerevole per un Paese la cui stragrande maggioranza è contraria all'attività venatoria…


Sistematicamente, volontari delle associazioni contrarie alla caccia setacciano le pagine dei giornali per risalire a eventuali incidenti venatori e stilare un bilancio delle vittime umane. Ciò ha portato a un tragico risultato relativo al triennio 2006/2009: 130 i morti e 249 i feriti a causa della caccia.


Forse anche per questo, dal 1980 al 2007 il numero degli italiani con la “passione” della caccia si è dimezzato, passando da un milione e mezzo a meno di 750mila.
I cacciatori, pare chiaro, sono destinati ad estinguersi parallelamente al progresso civile, ma in attesa che ciò avvenga, la vita di uno stuolo di esseri viventi (oltre due milioni in ogni giorno di caccia) e di decine di persone è ogni anno spezzata “per divertimento”. Alla Protezione Animali è parso dunque più che opportuno lanciare una campagna che avvicini al massimo quel giorno. Ma senza seguire le solite strade con pugni nello stomaco, insulti, pesanti accuse e conseguenti contraccuse, piuttosto cercando di far capire ai cacciatori quanto sia fuori luogo quel sentimento “eroico” e “romantico” che essi provano mentre, armati fino ai denti, affrontano per lo più animaletti decisamente poco temibili.
E perché ciò potesse esprimersi con l'adeguato tono di “leggerezza”, ha trovato la generosa disponibilità dell'agenzia pubblicitaria Ogilvy & Mather: i suoi eccellenti creativi hanno pennellato di simpatica ironia le idee poi concretizzate dalla casa di produzione The Family con il regista Andrea Turchi per quanto riguarda lo spot tv, da Screenplay per quanto concerne i tre spot radio e da Zona 13 per le quattro pagine stampa.


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